Il mago Gattuso ci apre la porta del Tirreno

Ci svegliamo all’alba e ci dirigiamo verso Capo Spartivento, con l’intenzione di proseguire la traversata. Dopo una decina di miglia il motore inizia a lamentarsi con uno strano tremore, presto un fumo bianco conferma l’aborto della missione. In assenza di altri porti nell’area meridionale della Calabria, Pathfinder ci riporta a Roccella. Non senza preoccupazioni iniziano le possibili diagnosi. Forse il serbatoio del biodiesel ha generato alcuni batteri, che crescono come alghe, intasano le viscere della barca. Quindi procediamo a lavare lo stomaco. Fortunatamente, un cimitero di barche sequestrate, usate per trasporto di immigrati clandestini, ci fà trovare un grande serbatoio da 300 litri, con tutta la pazienza che abbiamo, laviamo per bene il serbatoio e svuotiamo il nostro diesel e ci accorgiamo, paradossalmente senza sollievo, che è pulito e che non è questo il problema. Cosa succede alla barca allora?

Gattuso vive a Reggio Calabria. Un’incredibile possibilità ci porta ad incontrarlo. Poco dopo essere entrato nel suo laboratorio si capisce che siamo entrati nell’umile santuario di un mago. Gli utensili ordinati per dimensioni: chiavi, morse, scatole con applique, guarnizioni, bulloni e anelli appesi alle pareti. Ogni oggetto riposa nel suo scompartimento come gli ingredienti in una dispensa, guardando il mago che va e viene, in attesa di essere richiesti. Gattuso tiene gli iniettori nelle sue mani da musicista, con la sensibilità con cui di notte accerezzerà con l’arco la sua lira o che pizzicherà le corde del suo mandolino. Quindi guarda tra le dita gli iniettori come uno che accudisce un essere vivente, un animaletto malato, un uccello con un’ala rotta. Presto l’oracolo si manifesta, riversando un flusso di parole metalliche piene di chiavi, morsetti, bulloni e anelli. Uno degli iniettori è ingrippato, fortunatamente ne ha uno uguale. Possiamo solo rimanere lì, osservando con onesta riverenza il procedimento del mago Gattuso, che si sviluppa attraverso il laboratorio con la facilità di una danza rituale. Ora prende l’iniettore e lo imbratta di un unguento verde, lo applica con indescrivibile tenerezza, quindi lo accarezza con un foglio misterioso, che non possiamo identificare. Ovviamente le meraviglie del mago sono invisibili al resto dei mortali. Quando la danza finisce, un altro torrente di parole metalliche si precipita per indicare che l’iniettore è pronto, quindi torniamo a Roccella, con gli organi guariti dentro una borsa.

Tuttavia gli dei non ci lasciano andare all’alba successiva, perché quando si posiziona l’organo sano, il tubo di distribuzione è ferito e parte. Un altro ritardo, ma almeno sappiamo già dove abita il mago. Questa volta ci porta a vedere un amico, un grande maestro saldatore, ci dice. Risulta essere lo stesso Efesto e il suo laboratorio un vero tempio pieno delle più svariate offerte votive. Prende la fiamma e con la precisione di un chirurgo esegue una saldatura molto piccola e delicata nel tubo sottile. Quindi ci allontana senza gloria o solennità e torna alla sua magnifica opera.

Svegliamo Pathfinder a mezzanotte, siamo pronti a lasciare la Calabria. Poseidone ci spinge fortemente dalla poppa, ci allontana da Roccella, dalla sua dolce incertezza, da questa prima preoccupazione di dubbio. Dopo aver consacrato i riti relativi agli dei locali, ora possiamo dire che il viaggio inizia.

GATTUSO GIUSEPPE – Via Saracinello 155 – 89131 Reggio Di Calabria (RC)38.0694415.66105 – 3278774542

Raccomandiamo a tutti i velisti con problemi di iniettori e pompe

El mago Gattuso nos abre la puerta al Tirreno

Nos levantamos al alba y ponemos rumbo a Cabo Spartivento, con toda la intención de seguir el viaje. Tras una decena de millas el motor empieza a quejarse con un temblor extraño, al poco un humo blanco nos confirma el aborto de la etapa. A falta de otros puertos en la zona sur de la Calabria, Pathfinder nos hace volver a Roccella. No sin preocupación, empiezan los posibles diagnósticos. Tal vez el depósito de biodiesel ha generado alguna bacteria, que creciendo como un alga, atasca las tripas del velero. Procedemos pues a hacerle un lavado de estómago. Afortunadamente un cementerio de barcos secuestrados, utilizados para el transporte de inmigrantes clandestinos, nos regala el hallazgo de un gran depósito de 300 litros. Con toda la paciencia de la que disponemos vamos vaciando nuestro diesel y comprobando, paradogicamente sin alivio, que está limpio y que no radica ahí el problema. ¿Qué le pasa entonces al barco? 

Gattuso habita en Reggio Calabria. Un azar increíble nos lleva a su encuentro. Al poco de entrar en su taller, uno comprende que ha entrado en el humilde santuario de un mago. Colgados de las paredes los utensilios ordenados por tamaños: llaves, gatos, cajas con apliques, gomas, tuercas, anillas. Cada uno de los objetos reposa en su compartimento como los ingredientes en la alacena, observando el ir y venir del brujo, esperando ser requeridos. Gattuso sostiene los inyectores en sus manos de músico, con la sensibilidad con la que por la noche cogerá el arco de su lira o que pulsará las cuerdas de su mandolina. Así, entre los dedos, los mira como quien compadece a un ser vivo, a un animalillo enfermo, a un pájaro con el ala rota. Pronto el oráculo se manifiesta, vierte un torrente calabrese de palabras metálicas, llenas de llaves, de gatos, de tuercas y de anillas. Uno de los inyectores está engripado, afortunadamente tiene uno igual. No podemos sino permanecer allí, observando con honesta reverencia el proceder del mago Gattuso, que se desenvuelve por el taller con la soltura de un baile ritual. Ahora toma el inyector y lo unta con una pomada verde, lo aplica con indescriptible ternura, luego lo acaricia con un papel misterioso, que no acertamos a identificar. Obviamente los prodigios del mago son invisibles al resto de los mortales. Cuando termina el baile, otro torrente de palabras metálicas se precipitan para indicarnos que el inyector esta listo, así que volvemos a Roccella, con el órgano sanado dentro de una bolsita.

Sin embargo los dioses no nos dejan ir a la mañana siguiente, porque al colocar el órgano sano, el tubito de distribución se lesiona y se parte. Otro retraso, pero por lo menos ya sabemos dónde habita el mago. Esta vez nos lleva a ver a un amigo, “un gran maestro soldador”, nos dice. Resulta ser el mismísimo Hefesto y su taller un verdadero templo llenos de los más variados exvotos. Toma la llama y con la precisión de un cirujano efectúa una pequeñísima y delicada soldadura en el fino tubo. Luego nos despide sin gloria ni solemnidad y vuelve a sus magnas labores. 

Despertamos a Pathfinder a medianoche, estamos listos para abandonar Calabria. Poseidón nos empuja fuertemente desde la popa, nos lleva, nos aleja de Roccella, de su dulce incertidumbre, de esta temprana inquietud de la duda. Habiendo consagrado los ritos pertinentes a los dioses locales, ahora sí, podemos decir que empieza el viaje.

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