Sicilia orizzontale e verticale.

Milazzo si prende cura del nostro riposo. Il suo grande castello ci guarda dall’alto, solo i pescatori camminano attraverso i pontili galleggianti.

Niente di meglio per prepararci per il mare che mangiare i suoi frutti. Fra le bancarelle vicino al porto, un pescatore ci offre un paio di branzini, freschi freschissimi, che cuciniamo al vapore con un po ‘di vino bianco calabrese. Odora che nutre. La pelle viene rimossa con una gentilezza che fa venire l’acquolina in bocca. Una cottura precisa, una vera comunione con il mare. Rendiamo i piatti  pulitissimi e le lische, per il bordo, vengono restituite a Poseidon. Questo sincero ringraziamento serve da rito di partenza: rimangono 126 miglia fino a San Vito lo Capo, saranno 14 ore di bolina fino all’angolo nord-occidentale della Sicilia.

Con le vele ben posizionate, Pathfinder naviga da solo, inseguendo il vento. È il miglior pilota automatico e l’unico che abbiamo. Le vele si cazzano stringendo il vento per raggiungere l’angolo che ci aiuta ad attraversare la costa nord di questa enorme isola.

Arriva la notte

“Guarda, si vede la testa di una sirena a babordo.” Nel superarla, vengono fuori grandi pinne, è una tartaruga marina che nuota verso est. Il suo guscio luminoso e scuro scompare di nuovo sotto la superficie del mare. Dopo il tramonto tre piccoli delfini danzano da un lato all’altro della nave.

Il Monte Monaco annuncia l’arrivo a San Vito lo Capo.

Nel porto siamo già avvisati che la città è “un po ‘fuori stagione”. Con le sue ampie strade desertiche sembra che siamo in un film di Sergio Leone. Mentre le attraversiamo, una melodia di Ennio Morricone suona nelle nostre teste. Dopo miglia di orizzonte, non resistiamo all’opportunità verticale offerta da quella grande roccia, che prega da templi immemorabili, e saliamo sulla montagna, verso la croce che corona la cima, a 540 metri sopra il mare. Da lì la cartografia del margine dell’isola e delle Egadi è tracciata davanti ai nostri occhi, questo è il nostro estremo ovest siciliano, laggiù vediamo il porto e la spiaggia dalle acque cristalline. Ai piedi della croce una scatola di metacrilato conserva un quaderno dove lasciamo anche noi, per i posteri, il ricordo del nostro passaggio, pochi minuti prima che anche una nuvola scelga questa cornice per riposare, facendo sparire l’intero panorama con una sfumatura di bianco. Lentamente, scendiamo dalla nuvola e dalla montagna e torniamo a Pathfinder per cena. Secondo le previsioni del tempo, un vento insistente da nord-ovest ci nega il passaggio in Sardegna, San Vito ci terrà sotto il suo marmo per almeno una settimana.

Già con la luce del giorno siamo tra la Sicilia e la Calabria. Sullo sfondo si intuisce lo Stretto di Messina. Siamo arrivati ​​giusto in tempo: dal silenzio arriva dolcemente l’apertura di un’aria musicale, è la corrente che passa agevolmente da stanca a portante. L’ascoltiamo pacificamente, deve essere il canto delle sirene che già senile e tenero, ci porta avanti. Sicilia e Calabria si avvicinano, come labbra per emettere un fischio. Le temibili Scilla e Cariddi risultano essere due giganti torri di ferro, bianche e rosse, vecchie torri di linea elettrica, che già in disuso, si ergono contro il cielo più simili a due solenni sfingi che guardano il passaggio. Apparentemente, la benevolenza è l’età avanzata dei mostri mitici. Quindi la bocca di Messina si chiude, così suona il fischio e attraverso di essa entriamo di soppiatto nel Tirreno. Questa è l’ultima parte di questa tappa, del concerto, il vento decade, le forze scadono. Questo mare ci accoglie con un pò di malinconia. Senza onde e senza vento, una leggera pioggia punteggia il mare. Il tramonto ci lascia a Milazzo, dove il tempo sembra ugualmente fermato, quindi ci fermiamo anche noi. Quella notte abbiamo dormito 13 ore.

Sicilia horizontal y vertical.

Milazzo cuida nuestro reposo. Su gran castillo nos mira desde lo alto, sólo los pescadores se pasean por las dársenas flotantes. 

Nada mejor para prepararse pra el mar que comer de sus frutos. Entre los puestos callejeros cercanos al puerto un pescador nos ofrece un par de lubinas, frescas fresquísimas, que cocinamos al vapor con un poco de vino blanco calabrese. Huele que alimenta. La piel se retira con una facilidad que nos hace salivar. Una cocción precisa, una auténtica comunión con el mar. Los platos quedan limpios y por la borda las raspas son devueltas a Poseidón. Este sincero agradecimiento sirve de rito de partida: Quedan 126 millas hasta San Vito lo Capo, van a ser 14 horas de orza hasta el extremo noroeste de Sicilia. 

Con las velas bien colocadas, Pathfinder navega solo, persiguiendo el viento. Es el mejor piloto automático y el único que tenemos. Las velas se ciñen apretando el viento para apurar el ángulo que nos ayuda a cruzar la costa norte de esta enorme isla. 

“Mira, por babor se ve una cabeza de sirena” Al sobrepasarla le salen unas grandes aletas, es una tortuga marina nadando hacia el este. Su caparazón brillante y oscuro desaparece de nuevo bajo la superficie del mar. Tras el ocaso tres delfines pequeños bailan de un lado al otro del barco.

El monte Monaco (monte Monje) nos anuncia la llegada a San Vito lo Capo. 

En el puerto ya nos advierten que el pueblo se encuentra “un poco fuera de temporada”. Con sus amplias calles desérticas parece que nos encontramos en el decorado de una película del lejano oeste. Mientras las atravesamos suena en nuestras cabezas una melodía de Ennio Morricone. Tras millas de horizonte, no nos resistimos a la oportunidad vertical que ofrece esa gran roca, que reza desde templos inmemoriales, y nos encaminamos monte arriba, hacia la cruz que corona la cima, a 540 metros sobre el mar. Desde allí la cartografía de Sicilia y de las islas Egadas se dibuja ante nuestros ojos, este es nuestro lejano oeste siciliano, allí abajo el puerto y la playa de aguas cristalinas. A los pies de la cruz una caja de metacrilato conserva una libretita donde también nosotros dejamos, para la posteridad, la memoria de nuestro paso, minutos antes de que una nube elija también este marco para reposarse, haciendo desaparecer todo el panorama con un fundido a blanco. Despacito, nos bajamos de la nube y del monte y volvemos a Pathfinder a la hora de la cena. Según las previsiones meteorológicas, un insistente viento de noroeste nos niega el paso hasta Cerdeña, San Vito nos va a tener bajo su mármol al menos una semana.

Lasciamo Roccella alle spalle, con una pedata

Sì, Roccella ci aveva fatto aspettare, disperare, dubitare … ma quando le cose sembrano andare a rotoli, chissà se effettivamente si stanno riposizionando? Chissà, se l’ago del giradischi non salta semplicemente per suonare la canzone giusta? Non più una canzone, ma un intero concerto è iniziato quel giovedì a mezzanotte, un recital di 16 ore, oltre 118 miglia.

La prima sezione fino a Spartivento e stata puro rock. È difficile non ammettere che gli elementi erano, letteralmente, dalla nostra parte quella notte. Sembrava che suonassero dal vivo quel tema che ti accappona la pelle. Vento di poppa a 25 nodi, raffiche di 30, che emettono esattamente dalle nostre spalle. Le onde accelerarono facendoci cavalcare le loro schiene, una dopo l’altra. Nell’oscurità della notte, che cancella l’orizzonte, le luci di navigazione illuminavano solamente le vele bianche e una schiuma che sottolinea ripetutamente la barca. Riusciamo a toccare i 14 nodi di velocità.

Quanto volevamo raggiungere Spartivento. Tante volte lo abbiamo visto dal treno, andando a vedere il mago! Era diventato un simbolo del superamento o un trofeo e, infine, girandolo, abbiamo girato il vento e con lui l’euforia. La sezione successiva fino all’alba fu una navigazione calma, meritata e riconoscente.

Già con la luce del giorno siamo tra la Sicilia e la Calabria. Sullo sfondo si intuisce lo Stretto di Messina. Siamo arrivati ​​giusto in tempo: dal silenzio arriva dolcemente l’apertura di un’aria musicale, è la corrente che passa agevolmente da stanca a portante. L’ascoltiamo pacificamente, deve essere il canto delle sirene che già senile e tenero, ci porta avanti. Sicilia e Calabria si avvicinano, come labbra per emettere un fischio. Le temibili Scilla e Cariddi risultano essere due giganti torri di ferro, bianche e rosse, vecchie torri di linea elettrica, che già in disuso, si ergono contro il cielo più simili a due solenni sfingi che guardano il passaggio. Apparentemente, la benevolenza è l’età avanzata dei mostri mitici. Quindi la bocca di Messina si chiude, così suona il fischio e attraverso di essa entriamo di soppiatto nel Tirreno. Questa è l’ultima parte di questa tappa, del concerto, il vento decade, le forze scadono. Questo mare ci accoglie con un pò di malinconia. Senza onde e senza vento, una leggera pioggia punteggia il mare. Il tramonto ci lascia a Milazzo, dove il tempo sembra ugualmente fermato, quindi ci fermiamo anche noi. Quella notte abbiamo dormito 13 ore.

Dejar atrás Roccella, de una coz.

Sí, Roccella nos había hecho esperar, desesperar, dudar… pero cuando las cosas parece que se tuercen, ¿quién sabe si en realidad se están reubicando? ¿Quién sabe si la aguja del tocadiscos no acaba de saltar para hacer sonar la canción justa? Ya no una canción sino todo un concierto empezaba aquel jueves a media noche, un recital de 16 horas y media, a lo largo de 118 millas.

El primer tramo hasta cabo Spartivento era puro rock. Es difícil no admitir que los elementos estaban literalmente de nuestra parte aquella noche. Sonaban como suenan en directo ese tema que te eriza la piel. Viento de popa a 25 nudos, ráfagas de 35, emitiendo exactamente desde nuestras espaldas. Las olas se aceleraban haciéndonos cabalgar sus lomos, una tras otra. En la oscuridad de la noche, que borra el horizonte, las luces de navegación iluminaban sólo blancas las velas y una espuma que repetidamente nos subraya. Llegamos a ver los 14 nudos de velocidad. 

Cuántas ganas teníamos de alcanzar Spartivento. ¡Tantas veces lo habíamos visto desde el tren, yendo a ver al mago! Se había convertido en un símbolo de superación o en un trofeo y, por fin, al girarlo, giramos el viento y con él la euforia. El siguiente tramo hasta el alba fue de una navegación tranquila, merecida y agradecida.

Ya con la luz del día nos encontramos entre Sicilia y Calabria. El estrecho de Mesina se adivina al fondo. Llegamos justo a tiempo: Desde el silencio llega dulcemente la abertura de un aria, es la corriente que suavemente pasa de estanca a portante. La escuchamos plácidamente, debe ser el canto de las sirenas que ya seniles se han enternecido y deciden llevarnos hacia delante. Sicilia y Calabria se acercan entre sí, como unos labios para proferir un silbido. Scilla y Caribdis resultan ser dos altísimas torres de hierro, blancas y rojas, antiguas torres de tendido aéreo, que ya en desuso, se yerguen contra el cielo más parecidas a dos solemnes esfinges que vigilan el paso. Al parecer, la benevolencia es la vejez de los monstruos míticos. Así la boca de Mesina se aprieta, así suena el silbido y por él nos colamos hasta el Tirreno. Esta es la última parte de esta etapa, del concierto, el viento decae, las fuerzas caducan. Este mar nos recibe con cierta melancolía. Sin olas y sin viento, una suave lluvia le puntea el lomo. El ocaso nos deja en Milazzo, donde el tiempo parece igualmente parado, así que nos paramos nosotros también. Aquella noche dormimos 13 horas.

Il mago Gattuso ci apre la porta del Tirreno

Ci svegliamo all’alba e ci dirigiamo verso Capo Spartivento, con l’intenzione di proseguire la traversata. Dopo una decina di miglia il motore inizia a lamentarsi con uno strano tremore, presto un fumo bianco conferma l’aborto della missione. In assenza di altri porti nell’area meridionale della Calabria, Pathfinder ci riporta a Roccella. Non senza preoccupazioni iniziano le possibili diagnosi. Forse il serbatoio del biodiesel ha generato alcuni batteri, che crescono come alghe, intasano le viscere della barca. Quindi procediamo a lavare lo stomaco. Fortunatamente, un cimitero di barche sequestrate, usate per trasporto di immigrati clandestini, ci fà trovare un grande serbatoio da 300 litri, con tutta la pazienza che abbiamo, laviamo per bene il serbatoio e svuotiamo il nostro diesel e ci accorgiamo, paradossalmente senza sollievo, che è pulito e che non è questo il problema. Cosa succede alla barca allora?

Gattuso vive a Reggio Calabria. Un’incredibile possibilità ci porta ad incontrarlo. Poco dopo essere entrato nel suo laboratorio si capisce che siamo entrati nell’umile santuario di un mago. Gli utensili ordinati per dimensioni: chiavi, morse, scatole con applique, guarnizioni, bulloni e anelli appesi alle pareti. Ogni oggetto riposa nel suo scompartimento come gli ingredienti in una dispensa, guardando il mago che va e viene, in attesa di essere richiesti. Gattuso tiene gli iniettori nelle sue mani da musicista, con la sensibilità con cui di notte accerezzerà con l’arco la sua lira o che pizzicherà le corde del suo mandolino. Quindi guarda tra le dita gli iniettori come uno che accudisce un essere vivente, un animaletto malato, un uccello con un’ala rotta. Presto l’oracolo si manifesta, riversando un flusso di parole metalliche piene di chiavi, morsetti, bulloni e anelli. Uno degli iniettori è ingrippato, fortunatamente ne ha uno uguale. Possiamo solo rimanere lì, osservando con onesta riverenza il procedimento del mago Gattuso, che si sviluppa attraverso il laboratorio con la facilità di una danza rituale. Ora prende l’iniettore e lo imbratta di un unguento verde, lo applica con indescrivibile tenerezza, quindi lo accarezza con un foglio misterioso, che non possiamo identificare. Ovviamente le meraviglie del mago sono invisibili al resto dei mortali. Quando la danza finisce, un altro torrente di parole metalliche si precipita per indicare che l’iniettore è pronto, quindi torniamo a Roccella, con gli organi guariti dentro una borsa.

Tuttavia gli dei non ci lasciano andare all’alba successiva, perché quando si posiziona l’organo sano, il tubo di distribuzione è ferito e parte. Un altro ritardo, ma almeno sappiamo già dove abita il mago. Questa volta ci porta a vedere un amico, un grande maestro saldatore, ci dice. Risulta essere lo stesso Efesto e il suo laboratorio un vero tempio pieno delle più svariate offerte votive. Prende la fiamma e con la precisione di un chirurgo esegue una saldatura molto piccola e delicata nel tubo sottile. Quindi ci allontana senza gloria o solennità e torna alla sua magnifica opera.

Svegliamo Pathfinder a mezzanotte, siamo pronti a lasciare la Calabria. Poseidone ci spinge fortemente dalla poppa, ci allontana da Roccella, dalla sua dolce incertezza, da questa prima preoccupazione di dubbio. Dopo aver consacrato i riti relativi agli dei locali, ora possiamo dire che il viaggio inizia.

GATTUSO GIUSEPPE – Via Saracinello 155 – 89131 Reggio Di Calabria (RC)38.0694415.66105 – 3278774542

Raccomandiamo a tutti i velisti con problemi di iniettori e pompe

El mago Gattuso nos abre la puerta al Tirreno

Nos levantamos al alba y ponemos rumbo a Cabo Spartivento, con toda la intención de seguir el viaje. Tras una decena de millas el motor empieza a quejarse con un temblor extraño, al poco un humo blanco nos confirma el aborto de la etapa. A falta de otros puertos en la zona sur de la Calabria, Pathfinder nos hace volver a Roccella. No sin preocupación, empiezan los posibles diagnósticos. Tal vez el depósito de biodiesel ha generado alguna bacteria, que creciendo como un alga, atasca las tripas del velero. Procedemos pues a hacerle un lavado de estómago. Afortunadamente un cementerio de barcos secuestrados, utilizados para el transporte de inmigrantes clandestinos, nos regala el hallazgo de un gran depósito de 300 litros. Con toda la paciencia de la que disponemos vamos vaciando nuestro diesel y comprobando, paradogicamente sin alivio, que está limpio y que no radica ahí el problema. ¿Qué le pasa entonces al barco? 

Gattuso habita en Reggio Calabria. Un azar increíble nos lleva a su encuentro. Al poco de entrar en su taller, uno comprende que ha entrado en el humilde santuario de un mago. Colgados de las paredes los utensilios ordenados por tamaños: llaves, gatos, cajas con apliques, gomas, tuercas, anillas. Cada uno de los objetos reposa en su compartimento como los ingredientes en la alacena, observando el ir y venir del brujo, esperando ser requeridos. Gattuso sostiene los inyectores en sus manos de músico, con la sensibilidad con la que por la noche cogerá el arco de su lira o que pulsará las cuerdas de su mandolina. Así, entre los dedos, los mira como quien compadece a un ser vivo, a un animalillo enfermo, a un pájaro con el ala rota. Pronto el oráculo se manifiesta, vierte un torrente calabrese de palabras metálicas, llenas de llaves, de gatos, de tuercas y de anillas. Uno de los inyectores está engripado, afortunadamente tiene uno igual. No podemos sino permanecer allí, observando con honesta reverencia el proceder del mago Gattuso, que se desenvuelve por el taller con la soltura de un baile ritual. Ahora toma el inyector y lo unta con una pomada verde, lo aplica con indescriptible ternura, luego lo acaricia con un papel misterioso, que no acertamos a identificar. Obviamente los prodigios del mago son invisibles al resto de los mortales. Cuando termina el baile, otro torrente de palabras metálicas se precipitan para indicarnos que el inyector esta listo, así que volvemos a Roccella, con el órgano sanado dentro de una bolsita.

Sin embargo los dioses no nos dejan ir a la mañana siguiente, porque al colocar el órgano sano, el tubito de distribución se lesiona y se parte. Otro retraso, pero por lo menos ya sabemos dónde habita el mago. Esta vez nos lleva a ver a un amigo, “un gran maestro soldador”, nos dice. Resulta ser el mismísimo Hefesto y su taller un verdadero templo llenos de los más variados exvotos. Toma la llama y con la precisión de un cirujano efectúa una pequeñísima y delicada soldadura en el fino tubo. Luego nos despide sin gloria ni solemnidad y vuelve a sus magnas labores. 

Despertamos a Pathfinder a medianoche, estamos listos para abandonar Calabria. Poseidón nos empuja fuertemente desde la popa, nos lleva, nos aleja de Roccella, de su dulce incertidumbre, de esta temprana inquietud de la duda. Habiendo consagrado los ritos pertinentes a los dioses locales, ahora sí, podemos decir que empieza el viaje.

Prima tappa 210 nm

Partiti da Sami (Cefalonia) alle 11,30 del 21/11, abbiamo percorso con mare e vento contrario (massimo 10 nodi) a motore, aiutati dalla randa per buona parte, rotta su Roccella Ionica (Calabria). Siamo arrivati il 23/11 alle 01.00 ormeggiando sulla banchina del distributore di benzina per poi prendere alla mattina successiva posto nel marina. Qui abbiamo scoperto con grande sorpresa una bella comunità di velisti che svernano a Roccella senza farsi mancare niente: lezioni di yoga, barbecue, al quale siamo stati invitati prontamente da John e sua moglie dove ci siamo presentati con un fantastico tzatziki recuperando le provviste greche. Abbiamo incontrato anche un olandese volante ormeggiato a fianco a Path proveniente dalla Croazia dove ha acquistato un Elan 42 diretto in olanda solo con pilota automatico fuori uso e problemi con l’avviamento del motore, un vero duro che a botte di birra non si perde d’animo. Aspettiamo che passi una pesante perturbazione per far rotta su Reggio Calabria.

Gli equipaggi straordinari 2019 di Path

Sono ancora qui, in Grecia, a curare Path, al ritmo di una sequenza di tante tranquille giornate di ottobre, nel cuore della giornata si sta in costume e ci si protegge con il cappello. Mi sono finalmente deciso di fare una summa della piacevole e piena estate trascorsa vagabondando tra le belle isole dello ionio con equipaggi straordinari. Mai come quest’anno ho avuto il piacere di ospitare equipaggi così ben disposti a godersi appieno le settimane proposte. Non ci siamo fatti mancare niente: chef blasonati, lupi di mare, filosofi, ecologisti, alpinisti, spirituali, etici, progressisti…venuti da ogni dove: Francia, Messico, Lussenburgo, Romania, Spagna, Torino, Milano, Bologna, San Marino, Rimini, Palermo, Firenze…insomma, più piena di così!

Tutti avete apprezzato i luoghi, la natura, l’acqua limpida, i cibi, ma soprattutto siete stati grandi nella convivenza piacevole e in allegria. Allego a queste poche righe un montaggio del poco materiale iconografico che mi è rimasto a disposizione. Sì, anche quest’anno, per non tradire la tradizione, mi è finito in acqua il cellulare…Credo che comunque, le poche immagini, siano sufficienti per rievocare in voi il calore dei momenti trascorsi assieme.

Breve summa dell’estate 2019

Le giornate più lunghe a Itaca

Non perderti l’occasione di goderti appieno le giornate più lunghe dell’anno in mare, veleggiando tra Itaca e le isole del mar Ionio greco.

Per le settimane di giugno se prenoti entro il 15 maggio -10%, per gruppi di almeno 3 persone -15%

>>> Vai alla lista e prenota

Info programma

Programma di massima

Da Sami (porto base a Cefalonia, raggiungibile in aereo o traghetto), facciamo rotta verso nord con sosta in baia, a sera raggiungiamo Fiscardo qui possiamo cenare in barca o raggiungere Fiscardo a piedi.

Al mattino rotta sulle bianche scogliere a nord ovest di Itaca, poi raggiungiamo Kioni, bellissimo villaggio e splendida baia.

Al mattino seguente puntiamo su Atokos ciliegina sulla torta con la sua bellissima One house bay. Giornata di mare e relax e magari sul tardi un falò sulla spiaggia.

Via alla scoperta di Kalamos e Kastos, per poi ancora passando per Atokos a tuffarci in una baietta esclusiva. Tappa per Vathi Itaca con il suo porto naturale, il più grande d’europa.

Da qui rotta di rientro a sud est per arrivare infine a Sami.

Preferiremo viaggiare a vela, fermarci in baia per goderci il mare, la natura e la cucina di bordo. Qualche sosta con taverna annessa sarà gradita. Se l’equipaggio è concorde si potrebbe decidere di fare rotta su Zante per una settimana dedicata all’esplorazione di quest’isola e la parte sud di Cefalonia.

Divideremo i compiti di navigazione e di cucina. Rispetteremo i luoghi attenti all’ecosostenibilità. Il percorso potrebbe cambiare per le condizioni meteo.

Conferma

Per confermare la partecipazione ai programmi di Velainsieme ASD si richiede un acconto pari a 1/3 del costo complessivo da saldare entro il giorno di imbarco, l’acconto è da versare sul conto intestato a VELAINSIEME A.S.D.

Sarete (compreso nella quota) associati all’ASD Velainsieme, per la cui definizione abbiamo bisogno del Vs. C.F. e delle generalità: residenza, data di nascita, luogo, recapiti telefonici.

Sistemazione in barca

Per i/le partecipanti single è probabile dover dividere la cabina con compagni/e dello stesso sesso. La barca ha disponibili 2 cabine doppie (matrimoniali) una cabina con 4 posti (se occupata da soli adulti per massimo 3 persone) ed una cabina singola (generalmente occupata dall’aiuto skipper). Per occupare una sola cabina viene richiesto un extra.

Info utili

Sono esclusi dalla quota spese per: 

  • viaggio da e per il luogo di imbarco
  • consumo gasolio
  • cambusa ed eventuali marina

Preferiamo navigare a vela con l’aiuto di Eolo, quindi le spese di gasolio saranno ridotte, mediamente sul percorso in quelle isole a settimana il costo è attorno ai 50€ (da dividere con tutto l’equipaggio),

per quanto riguarda i marina il costo se c’è è esiguo: il porto di imbarco e sbarco è a nostro carico carico, per il resto si può spendere dai 15 ai 20 € al giorno, tranne che nel marina di Lefkas dove si spendono 65€, ci sono varie situazioni di piccoli marina gestiti direttamente da taverne che offrono l’attracco con acqua e servizi a terra in cambio di una cena presso di loro (con prezzi abbastanza competitivi rispetto ai nostri).

Di base la barca è a Sami sulla costa nord/est di Cefalonia, raggiungibile in traghetto o in aereo, se si arriva in aereo mancano 33km di strada per Sami raggiungibile in bus o taxi, su questo punto ci aggiorneremo perchè, come gli anni passati, abbiamo avuto una macchina a disposizione per piccoli trasferimenti, max 3 persone.

Le date di imbarco coincidono con il sabato, al rientro si arriva entro il venerdì sera per potersi spostare facilmente sull’aeroporto al mattino seguente.

COME RAGGIUNGERE CEFALONIA

VOLI PER CEFALONIA: 

l’aeroporto di Cefalonia dista circa 10 chilometri da Argostoli, capoluogo dell’isola, e lo si raggiunge agevolmente in taxi, in auto o in bus.

I voli low cost diretti per Cefalonia dall’Italia sono stati recentemente intensificati grazie alla Ryanair che opera voli da Pisa “Galileo Galilei” e da Bergamo “Orio a Serio” e ad Easyjet che collega l’isola direttamente a Milano “Malpensa”. Molto frequenti in alta stagione, in bassa, tali voli low cost sono garantiti almeno una volta a settimana da Marzo ad Ottobre.

In assenza di voli diretti, dall’Italia, si può fare scalo all’aeroporto di Atene e prendere la coincidenza per Cefalonia. I voli Atene-Cefalonia (durata di 45 min circa) sono sempre disponibili almeno una volta al giorno, ma sono piu frequenti durante la stagione estiva, quando ci sono voli anche da altre citta della Grecia.

Arrivare a Cefalonia in Nave

TRAGHETTI PER CEFALONIA DALL’ITALIA: 

Per raggiungere Cefalonia in nave dall’Italia ci sono varie opzioni:

• traghetti diretti Brindisi-Cefalonia (operati solo dalla compagnia Endeavour Lines) che approdano al porto di Sami.

• traghetti da Bari, Ancona o Venezia con scalo a Patrasso o Igoumenitsa

Con scalo a Patrasso: si prende un traghetto che raggiunge direttamente il porto di Sami a Cefalonia (3,5 ore).

Con scalo a Igoumenitsa: bisogna spostarsi fino a Lefkas, e qui si può scegliere se imbarcarsi da Nidri o proseguire fino a Vassiliki. Sia da Nidri che da Vassiliki partono traghetti locali per Fiskardo (punta nord di Cefalonia). In alternativa da Igoumenitsa si può scendere fino ad Astakos, dove ci sono tratte giornaliere per il porto di Sami (2,5 ore).

TRAGHETTI PER CEFALONIA DALLA GRECIA: 

Da Atene bisogna raggiungere Patrasso in bus o auto (2,5 ore) ed imbarcarsi sul traghetto diretto per il porto di Sami a Cefalonia (3,5 ore).

Alternativamente, bisogna arrivare in auto o bus al porto di Kyllini (3,5 ore) nel Peloponneso, ed imbarcarsi sul traghetto diretto per il porto di Poros a Cefalonia (1,5 ore). 

Anche da Astakos ci sono tratte dirette giornaliere per il porto di Sami a Cefalonia (2,5 ore).

Mare e vela sulla rotta di Ulisse

In barca a vela tra Itaca, Cefalonia, Kastos, Kalamos, Atokos e tanti altri magnifici approdi.

Velainsieme quest’anno propone settimane in barca a vela tra le più belle isole greche del mar Ionio. Zante, Cefalonia, Itaca, Kastos, Kalamos, Atokos.
Questa è la proposta di Velainsieme per l’attività primavera/estate 2019, rivolta agli amanti della vela e a chi vuole provare l’esperienza di viaggiare e vivere in barca. Navigare in queste acque non comporta lunghi trasferimenti, la maggior parte degli spostamenti infatti è su tratti brevi ed in acque tranquille dove comunque il vento non manca e l’ebbrezza di navigare a vela sarà pienamente soddisfatta.

Dal 4 maggio al 28 settembre tour/crociera di 7/15 giorni, scegli il tuo tour e prenota. I prezzi variano a secondo il periodo, partono da 450€/settimana fino a 650€, previsti sconti per gruppi e famiglie. Con equipaggi che scelgono 2 settimane oltre al tour sopra descritto si fa rotta su Zante e la parte sud-ovest di Cefalonia.

Perchè vivere il mare in barca a vela

Quando sali su una barca a vela entri in un’altra dimensione rispetto alla normalità. 

Sei sopra un corpo galleggiante, gli spazi sono ridotti e funzionali ad usi specifici. A parte il tuo letto, tutti gli altri spazi li devi condividere, come anche la spesa per la cambusa, la preparazione dei pasti e altre piccole incombenze. 

Se poi in rada ti tuffi in mare, lì, lo spazio a tua disposizione è infinito, così anche il cielo, gli orizzonti, i grandi specchi d’acqua da solcare con le vele gonfie, l’infinita quantità d’aria che senti scorrere sulla tua pelle nelle veleggiate. 

Tornando a tutto ciò che devi condividere scoprirai anche aspetti piacevoli ed inaspettati: l’emozione e la voglia di lasciare gli ormeggi per muoverti alla ricerca di nuovi scorci di natura, l’attesa di un posto accogliente dove calar l’ancora e brindare assieme ai tuoi compagni per un aperitivo, tuffarsi nelle acque trasparenti ed esplorare il fondale, sdraiarsi sul ponte a crogiolarsi al sole, sonnecchiare o leggere un libro, godersi un tramonto, pranzare o cenare all’aperto in piena allegria.

Trascorrere un periodo di vita in barca vuol dire anche ricaricarsi d’energia pulita, rilassarsi cullati dal mare, ritemprarsi e alimentare lo spirito, la vista e tutti i sensi.

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La barca

Programma

Report della stagione 2018

Report 2017

Sulla rotta di Ulisse -maggio/settembre ’19

Crociere di 7/14 giorni nelle più belle isole greche dello Ionio, Zante, Cefalonia, Itaca, Kastos, Kalamos, Atokos.
Questa è la proposta di Velainsieme per l’attività primavera/estate 2019, rivolta agli amanti della vela e a chi vuole provare l’esperienza di viaggiare e vivere in barca. Navigare in queste acque non comporta lunghi trasferimenti, la maggior parte degli spostamenti infatti è su tratti brevi ed in acque tranquille dove comunque il vento non manca e l’ebbrezza di navigare a vela sarà pienamente soddisfatta.

Programma di massima
Da Sami (porto base a Cefalonia, raggiungibile in aereo o traghetto), facciamo rotta verso nord con sosta in baia per un primo bagno nelle splendide acque della Grecia Jonica. La sera raggiungiamo Fiscardo, qui possiamo cenare in barca o raggiungere il paesino a piedi.

Al mattino rotta sulle bianche scogliere a nord ovest di Itaca. Nel pomeriggio, ci spostiamo a Kioni, bellissimo villaggio con una splendida baia dove riposarci e goderci un meraviglioso aperitivo.

Al mattino seguente puntiamo su Atokos, dando ancora nella sua bellissima one house bay. Giornata di mare e relax e sul tardi, per chi lo vuole, aperitivo in spiaggia.

Il tour della settimana continua poi con la scoperta di Kalamos e Kastos,  passando per Atokos dove potremo tuffarci in una baietta esclusiva. E poi ancora tappa per Vathi (Itaca), con il suo porto naturale, il più grande d’Europa. Da qui, rotta verso sud est per rientrare infine a Sami.

Preferiremo viaggiare a vela e fermarci in baia piuttosto che nei porti, per goderci il mare, la natura e la cucina di bordo. Non mancheranno però le soste a terra, con visite agli incantevoli paesini delle isole greche e le loro taverne piene delle delizie culinarie degli eredi di Ulisse. Infine se tutto l’equipaggio, vorrà fare rotta su Zante, no problem, potremo pianificare un nuovo tour tutti insieme.

Divideremo i compiti di navigazione e di cucina, rispettando i nostri compagni di viaggio e soprattutto i luoghi che visiteremo attenti a ridurre al minimo il nostro impatto sulla natura e l’ecosistema che ci circonderà. Il percorso potrebbe variare a causa delle condizioni meteo.

LA PROPOSTA

Dal 4 maggio al 28 settembre crociere di 7/15 giorni, scegli il tuo tour e prenota. I prezzi variano a seconda del periodo, si parte da 450€/settimana nei periodi di maggio e giugno fino ad arrivare a 650€ nel mese di agosto. Sono previsti sconti per gruppi e famiglie o per crociere di due settimane.

Per gli equipaggi che scelgono 2 settimane di crociera, oltre al tour sopra descritto, si farà rotta anche su Zante e la parte sud-ovest di Cefalonia.
Sconto di 50€ per chi prenota entro fine febbraio. Alla prenotazione si richiede una caparra del 30% del costo. 

Trasferimento Bavaria 34 da San Giorgio di Nogaro a Porto San Giorgio

Anche quest’anno abbiamo trasferito una barca per l’amico Elio di Porto San Giorgio. Partiti dal marina di San Giorgio di Nogaro (Friuli), uso il plurale perchè questa volta sono in compagnia del giovane Sebastian, verso le 12,30 di venerdi 9 novembre, siamo arrivati a Porto San Giorgio sabato verso le 14,30. Continua a leggere “Trasferimento Bavaria 34 da San Giorgio di Nogaro a Porto San Giorgio”

Pathfinder* for smart people

A vela, nel mare pulito delle isole greche dello Ionio, se si è sufficientemente “smart” ce la si può godere “alla grande”.

Muoversi quando il vento ti aiuta, fermarsi in baie con l’acqua cristallina, godersi l’alba, brindare al tramonto, condividere appetitosi pasti preparati con la collaborazione di tutto l’equipaggio, sonnecchiare sotto l’ombra del tendalino, crogiolarsi sotto il caldo sole Continua a leggere “Pathfinder* for smart people”